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trauma oculare

“Mens sana in corpore sano” scrisse Giovenale in una sua satira, 1900 anni fa.

Indubbiamente la salute mentale e l’efficienza fisica si completano e si rafforzano a vicenda. Anche per quanto riguarda la vista, una recente ricerca americana ha dimostrato che un’attività fisica moderata ma costante favorisce l’efficienza e l’integrità dei fotorecettori della retina.

L’attività aerobica, ossia lo svolgimento di un’attività fisica continua per più di 3-4 minuti, come la marcia o il jogging, favorisce in generale un miglioramento della salute e in più protegge la funzionalità oculare.

Chi si allena costantemente rende i recettori (coni e bastoncelli) più resistenti all’azione dannosa della luce sulla retina. L’esercizio fisico aerobico, continuato nel tempo, soprattutto se associato ad una sana alimentazione a base di sostanze antiossidati come frutta e verdura, compensa lo stress ossidativo retinico.

L’attività sportiva, quindi, nelle condizioni sopra esposte, può ridurre il rischio di patologie come, ad esempio, la degenerazione maculare senile, provocata dalla morte dei fotorecettori, che rappresenta una delle principali cause di cecità. L’esercizio fisico ha un effetto protettivo su queste cellule nervose e limita i danni causati dall’esposizione a fonti luminose ma tuttavia….

ogni anno in Italia circa 10mila traumi oculari gravi sono correlati alla pratica sportiva, il 40% di questi portano a significative perdite di acutezza visiva. In 9 casi su 10 i danni permanenti sono prevenibili.

Da recenti indagini risulta che di tutte le lesioni oculari, il 40% sia riconducibile ad attività sportiva; di tutti i traumi oculari conseguenti poi a tale attività, il 41% interessa l’età infantile, mentre la rimanente fetta riguarda adulti fino ad una età di 50 anni circa, con un picco tra i 18 ed i 35 anni.

Tre traumi visivi su quattro interessano giovani di sesso maschile e avvengono in assenza di supervisori.

Gli sport ad alto rischio per traumi oculari sono quelli che prevedono l’uso di palle, come calcio, basket e tennis, e quelli che prevedono un combattimento o contatto fisico tra gli atleti, come boxe e arti marziali, calcio e rugby.

trauma oculare

Photo by Robert Collins

Oltre agli sport oggettivamente più traumatici, come il pugilato, ci sono anche altre attività che, anche se apparentemente più innocue, comportano repentine accelerazioni o decelerazioni (tuffi, paracadutismo, o jumping) causando violente variazioni di accelerazione che possono arrecare commozioni dell’umor vitreo (la sostanza gelatinosa che si trova all’interno dell’occhio), e a sua volta possono indurre trazioni sulla superficie retinica determinando rotture e distacco di retina.

Non si possono considerare sicuri per l’integrità oculare neanche gli sport “tranquilli” come il golf (per traumi da pallina e, soprattutto, da mazza), o la pesca (lesioni da amo): difficilmente si riesce ad immaginare quante fratture oculari sono causate da colpi accidentali di mazze da golf e qunte cornee vengano ferite dagli affilatissimi ami da pesca!

Il 90% dei traumi oculari si possano evitare con opportuni accorgimenti.

E’ perciò consigliato educare i genitori e gli educatori sui possibili fattori di rischio domestico, scolastico e sportivo: indossare le PROTEZIONI OCULARI opportune durante le attività sportive a colte può salvare la vista.

Il trauma oculare nei diversi sport

Non tutte le discipline sportive hanno lo stsso grado di pericolosità per gli occhi. Le più pericolose di certo sono quelle in cui è previsto un contatto tra gli atleti, siano esse di squadra, come ad esempio il calcio o il rugby, che individuali, e quelli nei quali vengono utilizzati attrezzi di gioco come mazze, palle, guanti o altri attrezzi che per forma, dimensioni, compattezza e velocità possano andare a ledere l’apparato oculare.

ottico

In base alla pericolosità per gli occhi i medici sportivi dividono gli sports principali in 3 gruppi:

  • Sport a rischio elevato: pugilato, arti marziali;
  • Sport a rischio medio: tennis, baseball, hockey, calcio, rugby;
  • Sport a rischio modesto: nuoto, ciclismo, ginnastica, pattinaggio, equitazione.

L’occhio è una struttura molto protetta: l’orbità è particolarmente resistente e i riflessi protettivi sono estremamente efficaci, per questo è particolarmente resistente ai traumi; tuttavia se questi sono particolarmente violenti (taglio, punta, aggressioni chimiche, ecc.) si possono avere severe lesioni, con sintomatologie differenti:

  1. Sintomi acuti: dolore, fotofobia, lacrimazione, deficit visivo;
  2. Sintomi con andamento intermittente o scarsamente distinguibile dalle normali patologie (congiuntiviti, ecc.): In questi casi l’eventuale deficit visivo è modesto.
  3. Asintomatiche: Sono particolarmente gravi e possono condurre a perdita visiva parziale o totale (lesioni di vario tipo, distrofie, rotture retiniche, emorragie vitreali, edema intraretico). Tali patologie sono molto pericolose, in quanto il sintomo è praticamente assente e quando si manifesta, successivamente, non viene subito associato al trauma.

La protezione oculare adeguata, ora obbligata in molte discipline, ha ridotto il numero e la severità dei danni agli occhi. Esistono oggi occhiali protettivi specifici per alcuni sport a rischio (baseball, basketball, hockey, alpinismo ratchet). Gli occhiali protettivi, quasi tutti in policarbonato, hanno un’alta capacità di assorbimento dei raggi UV e sono almeno 8 volte più resistenti rispetto ad altri materiali.

Gli occhiali “comuni” danno una protezione inadeguata: hanno solo il 4-5% di resistenza all’impatto rispetto a quelli in policarbonato e inoltre, le lenti spaccandosi possono aumentare il pericolo invece della sicurezza.

trauma oculare

Photo by Markus Spiske

Cosa devono fare i soggetti a rischio?

I soggeti più a rischio dovrebbero astenersi da sport che possono causare traumi alla testa. Anche coloro che hanno qualche disturbo visivo o soffrono di miopia elevata (oltre le 8 diottrie), dovrebbero limitarsi a sport più tranquilli, infatti, chi soffre di questa patologia presenta una forma del bulbo oculare più allungata che comporta una minore adesione della retina all’interno del bulbo e quindi rende più facile il distacco.

Anche coloro che soffrono di cheratocono, dovrebbero fare particolare attenzione agli sport violenti in quanto lo spessore corneale ridotto provoca una maggiore fragilità corneale.

Infine chi soffre di glaucoma deve evitare sforzi isometrici massimali come, ad esempio, il sollevamento pesi ed alcune posizioni dello yoga che spesso sono associate ad un notevole aumento della pressione intraoculare. Si deve fare attenzione anche all’uso di occhiali da piscina, che puossono comportare un aumento transitorio della pressione intraoculare associata ad una crisi di glaucoma acuto..

Una domanda viene spontanea a questo punto: è possibile prevenire i traumi visivi? La risposta è perentoriamente un sì. Esaminando la natura e le condizioni nelle quali i traumi visivi avvengono, l’85-90% di essi potrebbe essere stato evitato semplicemente indossando opportuni occhiali con speciali lenti protettive studiate appositamente per resistere anche a forti traumi ed a corpi contundenti.

Se hai subito un colpo agli occhi, non sottovalutare l’accaduto. Recandoti presso il tuo ottico di fiducia potrai riscontrare subito se si sono verificati danni importanti all’occhio e, in alcuni casi, un semplice controllo seguito dalla giusta cura può limitare di molto il problema.

Fastidio agli occhi