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Le lenti a contatto annuali sono state per decenni l’unica alternativa alle lenti rigide e gas permeabili. Venivano costruite allo stesso modo di quelle: un cilindretto di polimero detto “bottone” veniva lavorato al tornio fino alla forma ed alla curvatura, interna ed esterna, voluta, poi si metteva in soluzione salina e si agitava per 24/48 ore fino a che non assorbiva l’acqua e diventava lente a contatto. Questo sistema di lavorazione non permetteva di lavorare con precisione su spessori particolarmente bassi, e quindi una lente tornita si presenta molto più spessa di una moderna lente giornaliera o mensile. Proprio questo più alto spessore, però dà una maggiore consistenza alla lente, che mantiene le sue caratteristiche fisiche per maggior tempo, consentendo di ammortizzare i costi.

La lente a contatto, tuttavia, tende a mantenere le impurità del liquidi nel quale sono immerse: le lacrime non sono sempre sterili, a contatto dell’aria inquinata veicolano i vari inquinanti che si fissano nella lente ed ecco che questa, anche se lavata e sterilizzata quotidianamente tende ad ingiallire e può diventare ricettacolo di batteri e funghi.

Lo scarso passaggio di ossigeno permesso da queste lenti lascia sempre l’occhio in condizioni di ipossia e per questo l’uso consigliato, quando non c’era alternativa, era: non più di 4 o 5 ore la mattina, rimozione per almeno due ore a pranzo e non più di altre 4 o 5 ore nel pomeriggio. Chi le portava più a lungo si vedeva dai capillari venosi ed arteriosi della congiuntiva. Oggi le lenti a contatto annuali sono utilizzate solo quando occorrono poteri o diametri particolari che non è possibile eseguire in altro modo.

Lenti a contatto annuali: un’altra soluzione

Esistono poi anche lenti a contatto idrofile realizzate non con uno stampo ma tornite una ad una, come le prime costruite. Si tratta di lenti di “sartoria”, dal costo unitario più elevato, che possono essere costruite con tutti i poteri e che  possono essere utilizzate per periodi più lunghi, anche anni, e quindi con abbassamento dei costi giornalieri, ma che di contro  richiedono una manutenzione maggiore. 

Lenti a contatto annuali come funzionano

Il grosso svantaggio delle lenti annuali deriva dal fatto che la loro manutenzione necessita di liquidi (saponi, disinfettanti, enzimi proteolitici, conservanti e risciacquanti) particolarmente aggressivi che, con il tempo, tendono a denaturare il polimero, per cui la lente, dopo i primi due mesi, anche con una manutenzione ottimale comincia a perdere “elasticità” ed il polimero tende ad ingiallire e dare ricettacolo a batteri o funghi, con potenziale pericolo per l’ambiente oculare.

In conclusione, in qualche caso sono una scelta obbligata ma l’utilizzo della stessa lente per un anno intero è senz’altro sconsigliabile.

lenti a contatto colorate graduate annuali

Quando le lenti a contatto annuali (ma c’era anche chi le portava per tre anni!) erano le uniche sul mercato, qualcuno, per cambiare il colore degli occhi, le colorava pure, riducendo ulteriormente il già scarso passaggio di ossigeno attraverso lo strato di colore. Inoltre, essendo comunque necessariamente trasparenti, le lenti colorate potevano scurire un occhio chiaro, ma non certo schiarire un occhio scuro

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