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Sgombriamo il campo dagli equivoci, la luce solare può: riscaldare, danneggiare, ustionare, asciugare e disidratare ma non può dare reazioni allergiche.

Ed allora di cosa parlano i medici quando parlano di “allergia al sole”? Più esattamente oggi si parla di fotosensibilità più che di allergia al sole, ossia di accentuata sensibilità alla luce.

Il sole oggi è più “cattivo” che in tempi passati, ossia emette una maggiore quantità di raggi ultravioletti dannosi a causa dell’assottigliamento dello strato dell’ozono. La riduzione di questo strato protettivo può denaturare sostanze organiche o inorganiche fino ad alterare la struttura di creme o lozioni che si stendono sulla pelle, di solito ottimamente tollerate, trasformandole in “allergeni” in grado di scatenare la reazione allergica.

Nel momento in cui che il sole “modifica” alcune cellule epiteliali, queste non vengono più riconosciute dal sistema immunitario che le può trattare come organismi estranei scatenando quindi una reazione allergica.

Dunque si parla di allergia “innescata” dal sole, non allergia “al sole”. La fotosensibilità è comunque una fastidiosa patologia a carico dell’epidermide, dalla quale ci si può difendere con l’assunzione di farmaci topici (ossia che si applicano sulla zona sofferente), sistemici (ossia da ingoiare) e con azione anti-istaminica (l’istamina è la molecola organica responsabile della reazione allergica) ma anche tramite la prevenzione, ossia evitando o limitando al massimo il contatto con l’allergene.

allergia alla luce

Come fare? ecco alcuni consigli per chi è ipersensibile ai raggi solari:

  • Abituarsi gradualmente all’esposizione all’arrivo di ogni primavera;
  • Evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde (indicativamente tra le 11 e le 15);
  • Utilizzare protezioni solari medio-alte, assicurandosi che siano ipoallergeniche ed avendo cura di verificare che proteggano anche dai raggi UVA. Se l’esposizione ai raggi solari si prolunga, riapplicare il solare frequentemente durante il giorno, dopo essersi sciacquati con acqua pura;
  • coprire con vestiti le zone di pelle più delicate;
  • prestare attenzione a farmaci e cosmetici usati, che possono essere causa di reazioni da fotosensibilità;
  • limitare comunque al massimo l’esposizione alla luce solare;
  • evitare di usare profumi o creme.

E gli occhi? Come si proteggono “dall’allergia alla luce”?

Anche in questo caso sarebbe bene sgombrare il campo: la luce eccessiva danneggia gli occhi e la forte illuminazione da’ fastidio anche a chi ha un apparato visivo perfetto.

Se poi il microclima oculare è disturbato a causa di: un’alterazione delle lacrime, un uso prolungato di lenti a contatto o uno sforzo eccessivo degli occhi per l’utilizzo di smartphone, allora le cose possono essere ben più gravi.

Ogni congiuntivite, inoltre, ha come sintomo secondario la fotofobia cioè una sopportazione molto più ridotta del normale della luce. L’allergia oculare, quindi, è aggravata e non causata dalla luce solare.

allergia alla luce

Quale è allora il rimedio da utilizzare? Una soluzione efficace è quella di cercare di ottimizzare l’ambiente oculare tramite l’analisi del film lacrimale e l’individuazione del giusto integratore lacrimale. Scontata, ma non sempre, è l’importanza dell’uso costante di un buon paio di occhiali da sole, scuri ed avvolgenti, che blocchino non solo la luce visibile, ma anche, e soprattutto, i dannosi e invisibili raggi ultravioletti.

In attesa di una eventuale visita oculistica per identificare la causa della vostra fotosensibilità, il consiglio di un ottico fidato potrà guidarvi alla scelta dell’occhiale più opportuno.

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